Casa Carducci, con gli arredi e le suppellettili originali, è quella dove lo scrittore ha abitato dal 1890 fino alla morte (1907) raccogliendo e organizzando un cospicuo patrimonio di memorie e di cultura. L’istituto cura e promuove la conservazione, la fruizione pubblica e lo studio della biblioteca-archivio dello scrittore, nonché la valorizzazione della casa museo e del giardino monumentale che la circonda.

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Nel salotto buono di Elvira Carducci. La semplice cornice in velluto, dal gusto elegantemente liberty, contiene una fotografia ad albumina, formato Cabinet, che ritrae Olimpia Orsi, moglie del latinista Giovan Battista Gandino (1827-1905) con la figlia.

Nello studio di Carducci, Adriano Cecioni, cagnolino accucciato. Piccola scultura in terracotta, con funzioni di fermacarte, improntata a caratteri di forte realismo, caratteristica propria dell’opera dell’artista toscano (1836-1886)

Nella sala da pranzo: lampada (1860-1899) con struttura in ferro; coppella in ceramica dipinta e cappello in vetro molato. La lampada, originariamente con meccanismo a saliscendi, era utilizzata dapprima come lume a petrolio e quindi a gas, prima di essere riconvertita a luce elettrica.

Nello studio di Carducci: stufa in terra refrattaria (1850-1899), dipinta in grigio-azzurro con profilature in oro

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