Il MAGI ‘900 di Pieve di Cento è un eclettico museo d’arte privato, fondato dal mecenate e collezionista Giulio Bargellini. Ideato come luogo della contemplazione e della comprensione dell’arte, esso propone un’articolata attività culturale all’interno di un grande edificio di archeologia industriale, un silo granario degli anni Trenta appositamente ristrutturato e recentemente ampliato.

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Fortunato Depero
Anacapri (Riesumazioni alpine)
1920

Opera del più grande interprete del Secondo Futurismo, il dipinto, particolare per l’atmosfera quasi bucolica suggerita dall’animale al pascolo e dal paesaggio intorno alla chiesetta, suggerito sullo sfondo, mostra la tipica declinazione di scomposizione cubo-futurista dei piani combinata con una brillante scelta cromatica.

Giorgio De Chirico
Manichini coloniali
1959

Il tema dei manichini, ampiamente ripreso da De Chirico alla fine degli anni Cinquanta, è qui interpretato attraverso la complessa interpretazione dì simbolica degli oggetti rappresentati sul busto dei due enigmatici personaggi seduti. Del soggetto esiste anche una versione scultorea in bronzo patinato nero del 1969, di cui un esemplare è recentemente stato acquisito per la collezione del MAGI’900.

Arturo Martini
Bozzetto per monumento a Vittorio Emanuele di Savoia
1934

L’opera è uno dei bozzetti bronzei eseguiti per un concorso per la realizzazione di un Monumento a Emanuele Filiberto di Savoia per Piazza Castello a Torino. Il progetto non vinse ma ne rimane traccia in diversi bozzetti che attestano come l’autore si fosse ispirato a un monumento arcaico, proponendo uno schema compositivo in cui l’intreccio delle figure allegoriche risulta perfettamente bi frontale.

Massimo Campigli
Giocatrici di ping- pong
1951

Piatte e geometriche, sospese in un gesto immobile e solenne, queste giocatrici, come molte figure dipinte da Campigli, evidenziano la memoria dell’arte antica, innestando nel presente una dimensione mitica e arcaica. Negli anni Cinquanta il linguaggio del pittore si orienta verso una figurazione essenziale, declinata in una gamma cromatica contenuta tra tonalità terrose e rosate.

Shozo Shimamoto
Magi910
2008

L’opera, costituita da colature di colore e frammenti di vetro su tela, è stata realizzata con una tecnica di improvvisazione tipica dell’artista giapponese, noto esponente del Gruppo Gutai, in occasione di una performance che si è tenuta presso il museo MAGI’900 nel novembre 2008. Nel museo è presente una sezione documentaria dedicata all’ormai storica azione, durante la quale l’artista ha operato a tempo di musica scagliando con forza e casualità i contenitori di colore sulle tele distese a terra.

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