Il MAMbo è il Museo d’Arte Moderna di Bologna.
Con i suoi 9.500 mq dedicati alla cultura visiva e alla sperimentazione, la sede dell’ex forno del pane si qualifica come centro di produzione e laboratorio critico della cultura contemporanea interdisciplinare.

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Francesco Vezzoli (1971)
Homage to the Hollywood Squares (featuring Bridget Riley), 2008
arazzo di lana Gobelin cucito a mano, ago di metallo
300 x 300 cm
Collezione permanente MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Provenienza: Francesco Vezzoli (acquisizione, 2009)
Foto: Matteo Monti

“Homage to the Hollywood Squares (featuring Bridget Riley)” di Francesco Vezzoli fa parte di una serie che analizza la tradizione modernista in relazione ai temi opposti della decorazione e dell’autonomia. In questo grande arazzo quadrato l’artista utilizza il medium tessile, presente nel suo lavoro fin dagli esordi, rielaborando con ironia i riferimenti alle composizioni optical di Bridget Riley e alle tessiture di Anni Albers.

Marina Abramovic (Belgrado, 1946) / Ulay (Solingen, 1943)
Imponderabilia, 1977
video della performance tenuta presso la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna
Collezione permanente MAMbo

Durante la I Settimana Internazionale della Performance che si tenne a Bologna nel 1977, i due artisti si posizionarono nudi, uno di fronte all’altro, all’ingresso del museo, costringendo i visitatori a sfregarsi contro di loro per poter entrare. La performance, che fu interrotta dalle forze dell’ordine su sollecitazione di qualche spettatore, portava allo scoperto l’imbarazzo e la diversità di atteggiamenti del pubblico nei confronti della sessualità.

Maurizio Cattelan (Padova, 1961)
Strategie, 1990
15 numeri della rivista Flash Art assemblati a formare un castello di carte
76,5 x 70 x 21 cm.
Collezione permanente MAMbo (donazione dell’artista, 1990)

Nel 1990 Maurizio Cattelan eseguì alcune opere manipolando in vari modi alcuni esemplari della rivista Flash Art, la più influente testata italiana dedicata all’arte contemporanea. Il titolo Strategie, che contraddistingue la serie, evoca il complesso di interrelazioni sistemiche che caratterizzano l’universo artistico e determinano il posizionamento dei suoi diversi attori.

Pinot Gallizio (Alba (Cuneo), 1902 / 1964)
Il teorema di Pitagora, 1960/61
olio su tela
160 x 960 cm.
Collezione permanente MAMbo (Deposito Città Metropolitana di Bologna, 1987; donata all’Amministrazione Provinciale di Bologna da Pier Giorgio Gallizio nel 1976)

Il grande dipinto, che fa parte del ciclo “La storia di Ipotenusa”, documenta esemplarmente i motivi e le tecniche sperimentali utilizzati da Gallizio fin dalla fine degli anni Cinquanta per dipingere tele di inedita lunghezza. Amico di Asger Jorn e a contatto con numerosi esponenti delle avanguardie europee, il pittore fu tra i fondatori dell’Internazionale Situazionista nel 1957, avviando poco dopo la produzione della Pittura industriale da vendersi al metro e da utilizzare per i più diversi scopi utilitaristici o ludici.

Renato Guttuso (Bagheria (Palermo) 1912 / Roma 1987)
Funerali di Togliatti, 1972
collage, colori acrilici e grafite su carta applicata su pannelli di compensato
340 x 440 cm.
Collezione permanente MAMbo (Deposito Unipol (?); donata dall’artista al Partito Comunista Italiano nel 1974?)

Guttuso portò a termine il dipinto otto anni dopo la scomparsa di Palmiro Togliatti, leader del Partito Comunista Italiano, pur avendolo iniziato immediatamente dopo i funerali, che avevano raccolto a Roma milioni di persone. Oltre a raffigurare l’immensa folla di persone anonime riunite dal lutto, il pittore inserì nella sua composizione i volti di alcuni personaggi di spicco della storia del Comunismo – diversi dei quali scomparsi prima dello stesso Togliatti – rappresentando così le inclinazioni ideali e sentimentali della base del partito. L’opera fu donata dall’artista al PCI, con il vincolo di depositarla permanentemente alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, antesignana dell’attuale MAMbo.

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