Il secentesco Palazzo Bargellini ospita un’importante quadreria senatoria dei secoli XIV-XIX, una raccolta di arte applicata dei secoli XV-XVIII (ferri battuti, intagli lignei, mobili), un’importante collezione di terrecotte e statuette da presepio bolognese.
La galleria dei dipinti comprende opere di Vitale da Bologna, Simone dei Crocefissi, Cristoforo da Bologna, Jacopo di Paolo, Prospero e Lavinia Fontana, Giuseppe Maria e Luigi Crespi.

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Vitale da Bologna (doc. dal 1330 al 1359)
Madonna con Gesù bambino e due donatori (Madonna dei Denti)
olio su tavola

Il dipinto, firmato e datato 1345, proviene dall’Oratorio della Madonna dei Denti, un tempo ubicato sul colle bolognese dell’Osservanza, presso la chiesetta di Mezzaratta, quella da cui provengono i celebri affreschi di Vitale e di altri artisti bolognesi del Trecento oggi conservati in Pinacoteca.
L’opera, uno dei capolavori indiscussi del celebre artista bolognese, e ne esemplifica al meglio la cultura figurativa elegante e popolare insieme, dove convivono aggiornati richiami al gotico d’oltralpe e una vena di immediata espressività, ricca di spunti “naturalistici”, che è tratto caratterizzante della pittura bolognese del Trecento, come si vede nel ritratto del committente e nel gesto affettuoso del Bambino.

Angelo Piò (Bologna, 1690-1770)
Re David

La pregevole scultura in terracotta policroma è stata donata al museo nel 1925. Attribuita in passato a Giuseppe Mazza e al plasticatore lombardo Giovan Battista Barberini (attivo alla fine del Seicento in San Petronio), si può ora riferire alla produzione in terracotta policroma di Angelo Gabriello Piò, protagonista della scultura bolognese nella generazione successiva a Mazza, per confronto con opere documentate quali il San Francesco orante conservato nella chiesa dell’Osservanza (ante 1732).

Manifattura veneziana
Teatrino con marionette

Sulla parete di fondo della sala VII è riallestito il teatrino per marionette del secolo XVIII, acquistato sul mercato antiquario nel 1922. La struttura, dotata di cinque cambi di scena, è di indubbia matrice bolognese e bibienesca; reca, sul prospetto, lo stemma della famiglia forlivese degli Albicini. Il teatrino è dotato di 74 marionette, 9 cavalli ed una scimmia.
Le marionette, coeve anche se appartenenti a serie diverse, sono di fattura veneziana: la collezione è senza ombra di dubbio la più importante in Italia, insieme a quella di casa Grimaldi ai Servi a Venezia, ora conservata al Museo di Cà Rezzonico.

Berlina da gala (fine sec. XVIII-inizi sec. XIX)

Pervenuta probabilmente ai Musei Civici con il lascito del conte Agostino Sieri Pepoli (1910), questa berlina a quattro posti reca in realtà lo stemma del cardinale Filippo de Angelis (Ascoli Piceno, 1792-Roma, 1877). Il Cardinale viaggiò molto, in quanto fu inviato a contrastare il razionalismo svizzero. Fu chiamato a Roma per riordinare lo Stato dopo la Repubblica di Mazzini e infine presiedette il Concilio Vaticano nel 1869. A lui si deve la ridipintura in stile tardo neoclassico della cassa, con i motivi allegorici sui fianchi delle quattro virtù cardinali (Giustizia, Fortezza, Prudenza, Temperanza). La struttura della carrozza sembrerebbe più antica, databile alla fine del secolo XVIII.

Marcantonio Franceschini (Bologna, 1648-1729)
Adone

Con la serie dei ritratti dinastici richiesti nel ‘500 a Bartolomeo Passerotti, le molte commissioni affidate, all’inizio del Settecento, a Marcantonio Franceschini, sono certo l’episodio ancor oggi meglio documentato del mecenatismo dei Bargellini. Come il libro di conti fortunatamente conservato ci documenta, l’artista realizzò infatti fra il 1710 e il 1711 sia questo ovale con il compagno (Venere) sia le altre quattro tele esposte nella sala (La Liberalità e La carità, il Bacco bambino e l’Amorino disteso). Concepiti decorativamente en pendant e inquadrati da fastose cornici da galleria, i dipinti andarono certamente ad arredare un ambiente di rappresentanza del palazzo. Forse l’appartamento stesso del senatore Vincenzo Bargellini che in quell’anno (1711) prendeva in sposa la ricca Rosalia Albergati, esponente di una casata bolognese altrettanto antica ed illustre.

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