Nel 1711 il Senato bolognese acquistò Palazzo Poggi per insediarvi l’Istituto delle Scienze e delle Arti, voluto da Luigi Ferdinando Marsili. Dopo oltre tre secoli le grandi sale, affrescate dai celebri pittori Pellegrino Tibaldi, Nicolò dell'Abate e Prospero Fontana, ospitano nuovamente gli antichi corredi delle camere di geografia e nautica, architettura militare, fisica, storia naturale, chimica, anatomia umana ed ostetricia, accanto al cinquecentesco museo Aldrovandiano.

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Anna Morandi Manzolini (1714 – 1774)
Tavola delle mani
1755-1774
Cera dipinta e tessuto su tavola in legno

Una tavola sagomata in legno a fondo celeste fa da supporto alle mani destra e sinistra modellate in cera. Queste appaiono adagiate su un drappo in tessuto anch’esso imbevuto di cera per facilitarne la modellazione. L’opera è senza dubbio uno dei capolavori prodotti dal genio artistico e dalla consapevolezza scientifico-anatomica della celebre ceroplasta bolognese.

Vincenzo Coronelli (1650 – 1718)
Globo terrestre
1688
Acquaforte su rame su telaio in cartapesta, gesso, legno e ottone

Si tratta di uno dei globi che resero celebre in tutto il mondo il frate minorita conventuale Vincenzo Coronelli, cosmografo ufficiale della Repubblica di Venezia e autore dell’altrettanto celebre globo donato a Luigi XIV, il Re Sole. Di pregevole fattura e di suprema complessità, l’opera giunge al Museo della Specola nel 1992 e viene trasferita in seguito nella suggestiva Camera della Geografia e della Nautica del Museo di Palazzo Poggi.

Giovan Battista Sandi (notizie metà sec. XVIII)
Modello di utero: gravidanza gemellare di nove mesi con presentazione traversa dei
feti
1746 – 1750
Terracotta dipinta

Giovanni Antonio Galli (1708 – 1782), professore di Chirurgia presso l’Università di Bologna, offrì alla scienza del suo tempo un contributo di estrema novità e rilevanza. Il metodo didattico offerto dalla sua Scuola di Ostetricia si avvaleva dell’ausilio di tavole in cera tridimensionali e di modelli d'utero in argilla, realizzati da Giovan Battista Sandi. Oltre al costo meno gravoso, la suppellettile in argilla risultava, rispetto a quella in cera, più manipolabile e quindi didatticamente più efficace; i modelli, infatti, erano realizzati in modo tale da consentire non solo la visualizzazione dei fenomeni in oggetto, ma anche la loro esplorazione tattile.

Cristoforo Coriolano (1550 ? – post 1603)
Matrice xilografica raffigurante il Draco aethiopicus
1585 – 1640
Legno di pero

Nell’opera di raccolta enciclopedica delle meraviglie naturali realizzata da Ulisse Aldrovandi, rientrano anche i 13 volumi della Storia Naturale illustrati grazie alle matrici xilografiche prodotte da una bottega di disegnatori e incisori. Tra gli esemplari riprodotti di piante, animali e minerali, si trovano anche mostri e creature immaginarie tra cui l’affascinante illustrazione del Draco aethiopicus.

George Adams Junior (1750 – 1795)
Camera oscura a libro
1794
Telaio in legno rivestito in carta decorata e tessuto, con sistema di specchi, lenti e
cremagliera

Modello di camera oscura del 1794 firmato George Adams junior, della famiglia di costruttori londinesi. Essa proietta l’immagine del paesaggio circostante all’interno della camera, riducendolo alla dimensione della tela di un quadro, di modo che possa essere copiato. Portatile e richiudibile in forma di libro, poteva essere facilmente trasportata alla ricerca del punto di osservazione adatto. Le finiture di pregio, insieme al fatto che gli Adams fossero fornitori della Casa Reale inglese, la colloca fra gli strumenti scientifici che avevano anche un valore espositivo e collezionistico.

Ercole de’ Roberti (1450 ca. – 1496)
Ritratto di Giovanni II Bentivoglio
1485-1486
Tempera su tavola trasportata su tela e su telaio di alluminio

“A mezza figura un po’ men grande del vero, ma torreggiante per l’enorme colmata del torso sotto la zimarra verde-smeraldo a rovesci e soppanni bruni e oro; e così sollevata ancora e arretrata la testa a guardarci invincibilmente dall’alto, con tremendo supercilio, roteando la pupilla nell’angolo dell’orbita: ecco il tipo più eccelso dello «high-brow» italiano del Quattrocento”. Così Roberto Longhi in Ampliamenti nell’Officina ferrarese (1940) descrive il Ritratto di Giovanni II Bentivoglio, l’ultimo dei Signori di Bologna. Rinvenuto nel 1934, solo recentemente è tornato a impreziosire le collezioni del Museo di Palazzo Poggi.

Anonimo
Piatto in cloisonné (shippôyaki) con decoro policromo di fiori e uccelli
Tardo periodo Meiji (1868 – 1912)
Bronzo smaltato

Decorato con la tecnica cloisonné – fiorita in Cina nel XV secolo e sviluppatasi in Giappone nel XIX secolo – mostra motivi naturalistici su sfondo celeste: un grande albero di ciliegio di tipo yaezakura con fiori colmi di petali, crisantemi (kiku) di forma e colore diversi e rose (bara). Figurano inoltre cinque piccioni (hato), quattro appollaiati su un ramo e uno in volo. Il piatto fa parte della collezione orientale in comodato d’uso all’Università di Bologna e viene esposto a rotazione nella Sala di Arte Orientale del Museo di Palazzo Poggi.

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