La Rocca di Dozza è un complesso monumentale di origine medievale trasformato da Caterina Sforza in castello fortificato e adibito, in epoca rinascimentale, a residenza nobiliare. La Storia della Rocca è fatta di evoluzioni architettoniche e trasformazioni: da fortezza medievale (1300-1480) a fortezza rinascimentale (1480-1554) e in seguito da residenza rinascimentale (1565-1594) a residenza settecentesca (1795). A partire dal 1960 la Rocca è di proprietà del Comune, che ne ha fatto una Casa Museo aperta al pubblico. Essa è il cuore e il simbolo della città.

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Lorenzo Pasinelli
Ritratto di Tommaso Campeggi con la sua famiglia
1663 – 1664

Si tratta di un dipinto realizzato mentre Tommaso Campeggi (1622-1689) si trovava a Roma in veste di ambasciatore del Senato bolognese presso la Santa sede. L’opera è eccezionale per dimensione, numero dei personaggi ritratti, qualità artistica: attraverso gli sguardi, le posture, i gesti l’artista ci restituisce la psicologia dei personaggi e la gerarchia che regolava i rapporti all’interno di questa prestigiosa famiglia. Interessante anche per la storia del costume in virtù della dovizio con cui sono descritti i tessuti e i gioielli di Ippolita Obizzi, moglie di Tommaso, e delle sue sette figlie.
Collezioni Comunali d’Arte di Bologna conservano un ritratto di Ippolta Obizzi (eseguito da Benedetto Gennari) in cui la nobildonna indossa lo stesso abito del dipinto di Dozza.

Felice Torelli
Ritratti di Matteo, Antonio, Emilio Malvezzi e di Teresa Sacchetti Malvezzi
1711-13

Si tratta di quattro grandi ovali eseguiti da Felice Torelli pittore veronese che verso la fine del Seicento perfezionò la sua formazione a Bologna presso la scuola del Dal Sole. Più tardi Felice lavorò con la moglie, anch’essa pittrice, Lucia Casalini gestendo una affermata bottega che attrasse prestigiosi committenti pubblici e privati. Fu il Conte Matteo Malvezzi a commissionare, tra il 1711-13, il suo ritratto, quelli dei figli Antonio ed Emilio e quello della moglie di quest’ultimo Teresa Sacchetti. Il conte Matteo Malvezzi aveva sposato Francesca Campeggi (ritratta nel grande dipinto del Pasinelli succitato); Emilio ereditò per via materna il feudo di Dozza nel 1730, fu dunque il primo Marchese Malvezzi Campeggi.
I quattro ritratti, di notevole qualità pittorica, fanno parte di un’unica serie. Autentiche anche le eleganti conici dorate di gusto rococò.

Ritratto della Contessa Silvia Collato

Si tratta di un ritratto di scuola fiamminga della Contessa Silvia Collalto moglie del Marchese Federico Gonzaga Poviglio. Interessante la vicenda che ha portato alla recente scoperta dell’identità della nobildonna: i restauri eseguiti nel 2015-16 hanno portato alla luce un raffinato cartiglio in cui è dettagliata l’identità della contessa: è la figlia di Collaltino Collalto, personaggio leggendario del rinascimento, uomo d’armi e di lettere profondamente amato della poetessa veneziana Gaspara Stampa. Silvia sposa il Marchese Federico Gonzaga Poviglio, mentre sua sorella minore Vittoria sposa Giacomo Malvezzi. Evidentemente, il ritratto giunge a Dozza dall’eredità Malvezzi. Curioso osservare come la scritta che indica l’identità del personaggio era stata volutamente coperta da una pesante vernice e al personaggio era stata data l’identità di Paola Bentivoglio (così negli inventari).
L’opera può essere assegnata all’ambito di Frans Pourbus il giovane, pittore della corte gonzaghesca fino al 1609 anno in cui si trasferì in Francia al servizio della Regina Maria de’ Medici, sorella della Duchessa Eleonora Medici Gonzaga

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